Herculano

Scavi di ErcolanoLe origini della città restano tuttora incerte. La sua mitica fondazione da parte di Ercole potrebbe nascondere una connessione con l'antichissimo itinerario dei Rodi in Occidente, che comprese certamente il golfo di Napoli, ma le prime ricerche stratigrafiche negano una remota presenza greca, così come non confermano la presenza etrusca di cui parla Strabone.

Al livello delle attuali conoscenze, Ercolano si configura come una città italica nata verso il IV secolo a.C. che copiò, nella geometrica regolarità de] suo impianto, la pianta di Napoli. Risulta sconcertante, per il visitatore che conosce il " centro storico " di Napoli, la perfetta identità dei decumani (strade principali, di orientamento est-ovest) e dei cardines (strade più strette, di orientamento nord-sud) con la città partenopea. Ercolano dà certamente la sensazione di qualcosa di diverso rispetto agli altri centri de' mondo antico recuperati al presente, compresa Pompei. Ciò dipende in gran parte dalle circostanze particolari de' suo seppellimento a opera del Vesuvio durante l'eruzione de' 79 d.C.: la città fu investita non da cenere e lapilli, ma da un'alluvione fangosa proveniente dalle pendici de! vulcano che, solidificandosi e acquistando compattezza tufacea, ha costituito per secoli la migliore difesa sia contro gli agenti atmosferici che contro gli scavatori clandestini. Da ciò dipende quel senso di maggiore intimità, rispetto a Pompei, che promana dalle case: esse conservano intatti gli elementi lignei, i cibi, le stoffe, per cui offrono una visione unica della vita privata antica. La città, piccola, raccolta, non presenta come Pompei, tracce di un'intensa vita mercantile: invano si cercheranno solchi profondi di carri, pittoresche iscrizioni di propaganda elettorale. Non evoca nemmeno una visione di immane sciagura, in quanto gli abitanti riuscirono quasi tutti a scappare: le poche vittime non sono calchi, ma scheletri galleggianti ne' torrente di fango pietrificato. Lungo la via costiera a est di Napoli, senza un retroterra agricolo, con un porto che doveva essere poco più di un approdo, soffocata fra due corsi d'acqua a carattere torrentizio, Ercolano non aveva grandi possibilità di sviluppo.
 

Pianta degli scavi di ErcolanoProbabilmente contava meno dei 5.000 abitanti circa ipotizzati ne! passato. Le ragioni della sua esistenza sono da ricercare nella necessità, prima, di un impianto fortificato sul mare e, poi, nella sua vocazione di stazione di transito lungo la via costiera.

Oggi la ricerca ferve nella parte suburbana, con lo scopo di individuare l'antico porto e di mettere in luce l'edilizia che a sud, in epoca romana, traboccò a] di là deIle mura italiche o si appoggiò ad esse. Successivamente lo scavo sarà esteso alle insulae orientali, in aree demaniali quindi a quelle occidentali verso la " Villa dei papiri " e a nord, nel cuore della città. Sarà aperto un nuovo ingresso da sud, con vaste aree di parcheggio. Sarà anche allestito I'Antiquarium, costruito con fondi della Cassa per il Mezzogiorno, con criteri prevalentemente didattici, che illustreranno le varie fasi dello scavo dall'epoca borbonica e le prospettive per i! futuro.

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